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Divieto di fumo in condominio

Secondo l’art. 51 L. n. 3/30, il divieto di fumo interessa indistintamente tutti i locali chiusi, con particolare riguardo ai luoghi di lavoro, con esclusione soltanto degli spazi contrassegnati da permesso di fumo ed i locali privati.

Il divieto antifumo interessa indistintamente tutti i locali chiusi, aperti al pubblico e qualsiasi locale riservato all’utenza pubblica e ricreativa, quali discoteche, pub, teatro, ospedali, ristoranti e quant’altro, ad eccezione degli spazi riservati ai fumatori.

In condominio gli spazi comuni (androni, scale, ascensore, sala riunione etc.) non possono essere di fatto equiparati a una abitazione privata, in quanto rappresentano luoghi frequentati dai condomini e da altri soggetti durante lo svolgimento della propria attività lavorativa, si pensi ad esempio agli addetti alle pulizie, ai quali deve essere estesa la tutela prevista dalla legge.

Pertanto tali locali non essendo considerati privati, non possono rientrare tra quelli nei quali il divieto di fumo non è applicato.

Da ciò deriva in primo luogo l’obbligo dell’apposizione dei cartelli secondo quanto indicato all’art. 2.2 dell’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2004. Per quanto attiene la responsabilità della vigilanza sull’osservanza del divieto, si ritiene che sia compito degli amministratori di condominio la predisposizione e l’apposizione dei cartelli.

L’amministratore di condominio è quindi responsabile dell’osservanza del regolamento di condominio, di disciplina dell’utilizzo delle cose comuni e nella prestazione dell’erogazione dei servizi nell’interesse comune, ed avrà l’ulteriore compito di far rispettare il divieto antifumo richiamando all’osservanza i trasgressori all’interno degli stabili, al fine di preservare tutti i condomini dal fumo passivo.

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